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Casinò di Venezia, nuove regole per i croupier

Pubblicato In Rumors - da Il 22 febbraio 2012

Giro di vite per i croupier del casinò di Venezia che, secondo il nuovo regolamento, dovranno essere sempre reperibili come i medici. La crisi pesa sul bilancio della sala da gioco veneziana – 12,6 per cento in meno di incassi rispetto allo scorso anno – e l’amministratore delegato Vittorio Ravà aveva annunciato un contenimento delle spese già nei giorni scorsi quando ha presentato il «Grande patto» tra azienda e lavoratori, necessario altrimenti la privatizzazione diventerà realtà prima che si possa pensare.

Il punto di partenza per ridurre le spese di gestione del casinò di Venezia è la sostituzione dell’attuale contratto con uno del settore turismo, ma i sindacati si sono opposti con decisione. «Non ci sono nemmeno tecnicamente le condizioni per farlo, sevirebbe una armonizzazione di almeno sei mesi, non è questa la soluzione», aveva spiegato Andrea Gaggetta della Cisl.

Il piano di tagli previsto mira a far tornare la spa in pareggio e programmare investimenti seri per la nuova sede,
al di là del restyling di Ca’ Noghera e Ca’ Vendramin già previsti. Oltre al contenimento dei costi per il personale, il progetto prevede anche l’abbattimento delle retribuzioni del 10 per cento e la revisione della base dei premi (oggi scattano al raggiungimento di 88 milioni di incassi, quando questi nell’ultimo anno sono stati 147) collegati alla produttività, l’eliminazione dei giorni di indisponibile (tre in tutto l’anno che i dipendenti possono usare), il non pagamento dei primi giorni di malattia, la flessibilità del lavoro in base alle esigenze, l’adeguamento graduale per il lavoro ai tavoli dagli attuali 50 anni ai 55, l’uscita senza incentivi per chi ha già maturato la pensione e la predisposizione di un piano assunzioni per l’area gioco con contratti di apprendistato.

 

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