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La macchina Polaris batte i campioni mondiali di Poker al WSOP

Pubblicato In Poker - da Il 29 luglio 2008

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Dopo il successo di Deep Blue che sconfisse l’imbattibile campione mondiali di scacchi Kasparov anche al tavolo verde del poker riesce a spuntarla il computer.

Al World Series of Poker che si è svolto al Casinò di Las Vegas infatti il computer Polaris 2.0, costruito dall’Università di Alberta in Canada che ha messo en 17 anni a programmarlo, è riuscito a sconfiggee i campioni umani del Poker mondiale.

E’ nato solo nel 1991 ed a 17 anni ha già sconfitto diversi tra i migliori giocatori e campioni di Poker a livello mondiale. Basterebbe solo questo per renderlo famoso ma la sua vera particolarità è un’altra: Polaris 2.0 è una macchina.

La grande impresa si è avverata al Gaming Life Expo durante il WSOP a Las Vegas la capitale del gioco d’azzardo.

Polaris 2.0, costruito nei laboratori dell’università di Alberta in Canada ha dovuto affrontare sei giocatori professionisti del sito Stoxpoker.

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I nomi dei campioni che hanno dovuto sperimentare una partita a Poker con un avversario davvero insolito e unico sono: Nick Grudzien, Kyle Hendon, Rich McRoberts, Victor Acosta, Mark Newhouse, IJay Palansky e Matt Hawrilenko.

Per Polaris 2.0 al tavolo da gioco niente sciarpe, occhiali da sole o cappellino in testa ma solo qualche luce e led lampeggiante che difficilmente poteva far capire e trapelare un dubbio o svelare un bluff.

Le partite si sono giocate con alcune limitazioni in modo da ridurre al minimo le varianti aleatorie del gioco.

Polaris 2.0 ha affrontato ad uno ad uno i sei avversari in una variante del Poker Texas Hold’em chiamata “Duplicate limit Hold’em”. Le regole di questa variante prevedono partite duplicate ossia le carte servite al computer in una sessione sono uguali a quelle servite all’uomo in un’altra sessione, ed anche le carte comuni sul tavolo, tipiche della variante del Texas Hold’em, sono le stesse un pò come succede nei tornei di bridge. Per ridurre al minimo le variabili è stato messo un limite anche ai bui e alle giocate massime rispettivamente a 1000 e 2000 dollari.

Alla fine di ogni sessione, composta da 500 mani, le due partite simultanee venivano confrontate per vedere chi tra umani e computer era riuscito a vincere di più.

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Il risultato finale del torneo non ha lasciato nessun dubbio: Polaris 2.0 ha vinto tre partite in totale ne ha perse due e ne ha pareggiata una. Questo successo ha reso emtusiasti il gruppo di ricercatori ideatori del progetto che si sono promessi di continuare il loro lavoro per puntare a sconfiggere l’uomo senza tutte le limitazioni alla variante del Duplicate Limit Hold’em Poker.

Questa vittoria di Polaris 2.0 sa tanto di rivincita. L’anno scorso infatti la macchina in versione 1.0 era uscita sconfitta in una serie di partite con due campioni di Poker del calibro di Phil Laak e Ali Eslami. Ma la batosta non ha fatto demordere i ricercatori canadesi che si sono ripresi una grande rivincita a distanza di un solo anno.

Lo sviluppo del progetto della macchina Polaris è iniziato nel 1991. Non si tratta di un fenomeno nato con la voglia di creare una macchina in grado di sbancare i Casinò ma di un progetto con l’intenzione di riuscire ad emulare al meglio le associazioni mentali umane nel campo del gioco d’azzardo. L’applicazione della macchina sul tavolo verde è stata voluta proprio per le caratteristiche del gioco del Poker: un gioco che combina allo stesso tempo il calcolo statistico alle intuizioni personali e che, a differenza degli scacchi, non permette ai giocatori di avere tutte le informazioni a disposizione, costringendoli così ad affidarsi al caso.

Polaris 2.0 entra così el guinness dei primati affiancando le macchine più famose del mondo. Accanto a lui c’è ovviamente Deep Blue, il computer protagonista delle lunghissime e indimenticabili sfide a scacchi contro il campione del mondo Kasparov negli anni novanta. Anche lui la prima volta venne battuto, ed anche lui si prese subito la rivincita. I campioni che siano di carne o di circuiti sanno sempre rialzarsi.

Tags: tornei poker , wsop