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Poker cash game: scegliamo il tavolo migliore

Pubblicato In Poker - da Il 17 agosto 2011


Questo articolo è stato realizzato per tutti coloro che prendono in serie considerazione il poker cash visto che, tra le righe che seguiranno, cercheremo di dispensare qualche consiglio utile sulla “table selection“, la selezione del tavolo.

Innanzitutto, per la scelta di un buon tavolo, partiamo dal numero di partecipanti, cercando partite con 6-8 giocatori al massimo e con piatti non troppo grandi, è preferibile che questi rientrino nella media. Così facendo avremo meno possibiltà di aprire un tavolo che nel frattempo è stato già riempito e la scelta fra almeno un paio di posti al tavolo. Inoltre, utenti loose o iperaggressivi, sono puniti meno duramente durante gli short-handed.

Controlliamo sempre limper e stack prima di sederci (evitiamo tavoli con troppi stack sotto i $12) e nelle prime due mani che osserviamo cerchiamo di trovare, oltre ai bui, più di due limp o un gran rilancio con due call almeno. Nel momento in cui ci sediamo, diamo il vantaggio della posizione a giocatori abbastanza chiusi e agli short stack, di certo non avrebbe senso avere la posizione su avversari che non giocano molte mani o che non hanno abbastanza chip per pagare nel momento in cui entrano in gioco. Inoltre, come punto a nostro favore, avere posizione sui maniac ci permetterà di nasconderci dietro alle puntate e, se vogliamo foldare mani deboli dopo un limp o una puntata, sprecheremo meno soldi.

E’ meglio entrare il prima possibile nel vivo del gioco mettendo subito buio senza aspettare che tocchi a noi, a meno che non ci troviamo a meno di due mani dall’accesso in posizione di BB. Cerchiamo di capire sin da subito, già dal primo giro di bui, chi sono i nostri avversari: chi è debole, chi rilancia eccetera e, per testare il tavolo, mettiamo un pò di aggressività nel pre-flop.

Ci sono diversi fattori che ci indicano se il tavolo è quello giusto per noi:

Innanzitutto, se ci sono diversi giocatori che limpano e se prendiamo posizione sui loose e su quelli aggressivi. Se c’è la presenza di avversari che, dopo aver tentato di limpare con mani deboli, chiamano dei rilanci o di quelli che mostrano mani deboli fuori dai bui. Poi, in modo da sapere quando foldare, se c’è la presenza di rilanci spropositati con mani premium e infine se ci sono avversari che limpano o fanno miniraise con mani premium.

Se conosciamo i fattori che ci fanno stabilire che il tavolo in questione è adatto a noi è opportuno sapere quando è il momento di alzarci e cercarci un altro tavolo:

E’ opportuno alzarci dal tavolo quando uno o nessun giocatore limpa almeno un paio di volte su una decina di mani circa (da 8 a 10) o quando abbiamo un maniac in nostra posizione su uno o due posti di distanza (stare dietro a lui e ai suoi rilanci/controrilanci non è di certo un bel passatempo e inoltre sarebbe alquanto dolorosa la contromisura di fare check/call). Un altro campanello d’allarme si accende quando non riusciamo ad individuare gli avversari deboli o quando molti di questi lasciano il tavolo dopo che vanno in all-in durante una singola mano a dir poco suicida. Se troviamo molti avversari forti o tight o se nessuno chiama, con mani deboli, i nostri rilanci pre-flop o, infine, se abbiamo posizione sugli short stack.

Il fattore più importante è quello di non permettere mai, nè al tavolo nè tantomeno ai nostri avversari, di influenzare in alcun modo il nostro stato emotivo. Se abbiamo avuto la sfortuna di giocare, e perdere, tutti i nostri soldi in un tavolo tosto, cerchiamo un tavolo adatto alla nostra portata evitando di intestardirci. Rimanere al tavolo con l’obiettivo di riprenderci lo stack sarebbe soltanto controproducente.

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