titanbet-bonus-10-euro

Le migliori scene di casinò di 007

Pubblicato In Notizie Casino Online - da Il 28 maggio 2013

casino-royale

“Il mio nome è Bond, James Bond”. Un nome sinonimo di casinò, tanto che la frase fu pronunciata per la prima volta fra i tavoli da gioco del casinò immaginario londinese di Le Cercle nell’esordio assoluto di 007 sul grande schermo. Correva l’anno 1962 quando il personaggio dell’ormai celebre agente di spionaggio britannico è entrato nell’immaginario collettivo di tutti noi grazie al primo film della serie, Licenza di uccidere. Da allora, il casinò è stato l’ambiente prediletto da molti registi che ci hanno dilettato con alcune scene memorabili. Ecco le migliori, in ordine cronologico:

Licenza di uccidere (1962)

La vita cinematografica di James Bond è iniziata in un casinò. Mentre apre il portasigarette, Sean Connery, celebre interprete di 007, si presenta alla prima Bond girl, Sylvia Tench (interpretata da Ursula Andress). Dall’istante in cui Connery pronuncia la celebre frase “Bond… James Bond”, diventerà l’interprete di maggior successo, quello che definirà il personaggio di Bond per gli anni a seguire. Il gioco al quale giocano Bond e Sylvia Tench è, non a caso, il baccarà, gioco prediletto da Ian Fleming per il suo personaggio.

Thunderball: Operazione tuono (1965)

Con Adolfo Celi nei panni di uno degli antagonisti più originali di Bond, Emilio Largo, la quarta pellicola di 007 mostra un duello pubblico di nervi e di volontà fra protagonista ed antagonista, ambientata al casinò di Nassau. I due si complementano sul set: da una parte il villano con la benda sull’occhio, dall’altra un Bond astuto in smoking bianco. Tutto si svolge, naturalmente, durante una partita a carte. Il gioco aiuta a creare una scena di tensione psicologica, nella quale si contrappongono l’astuzia di Bond e la malignità di Largo.

Al servizio segreto di sua Maestà (1969)

Il sesto film della saga ed il primo senza la partecipazione di Sean Connery nei panni di 007, mostra una scena ripresa nel Casinò Estoril in Portogallo, nella quale James Bond incontra la contessa Tracy di Vincenzo, che sposerà nel finale. Bond salva Tracy al casinò (oltre che dal suicidio) , quando questa perde una forte somma alla roulette e non può pagare.

GoldenEye (1995)

Sebbene anche in Solo per i tuoi Occhi s’intravveda brevemente un casinò, bisogna aspettare fino a GoldenEye (26 anni e 2 James Bond dopo) per una scena completa. Questa volta l’ambiente è quello del casinò di Monte Carlo. Le telecamere riprendono prima i tavoli da gioco e le luci per poi soffermarsi su Xenia Onatopp (interpretata da Famke Janssen), la bellissima agente russa che Bond batte a baccarà. Il gioco stesso è al centro della scena per alcuni minuti, durante i quali Bond prima perde, per poi riuscire a vincere una volta alzata la posta in gioco.

Casino Royale (2006)

Il primo film della serie con l’attore britannico Daniel Graig nei panni del protagonista abbandona il baccarà in favore del poker. Infatti, l’intero trama si svolge intorno ad alcune partite di Texas Hold’em fra Bond e Le Chiffre, banchiere privo di scrupoli e grande giocatore di poker. E’ il film con il numero più alto di scene di casinò della serie e l’unico che permette di seguire il gioco dall’inizio alla fine. Bond spera di battere Le Chiffre per consegnarlo ai servizi segreti britannici. La posta in gioco è altissima e Bond perde inizialmente, ma viene aiutato a rientrare in gioco grazie ad un finanziamento dell’agente CIA Felix Leiter, che chiede in cambio la custodia di Le Chiffre. Tornato in gioco, Bond riesce a vincere, e così gli associati di Le Chiffre cercano di ucciderlo. Il gioco segue lo stesso modello di tutti i film di 007, in cui Bond perde tanto prima di vincere tutto alla fine.

Il rapporto stretto tra James Bond ed il casinò è destinato a durare anche in futuro. D’altronde, nelle stesse parole del suo ideatore, Ian Flemming, “Bond era sempre stato un giocatore d’azzardo. Amava lo scorrere asciutto delle carte e l’emozione flemmatica e costante dei numeri silenziosi intorno ai tavoli verdi. Gli piaceva il comfort solido e ricercato delle sale da gioco e dei casinò, i braccioli ben imbottiti delle sedie, il bicchiere di champagne o whiskey al suo fianco, l’attenzione rilassata e silenziosa dei bravi attendenti. Era divertito dall’imparzialità della pallina da roulette e delle carte da gioco – e i loro eterni favoritismi”.

Tags: